Decalogo GISA

PER L'USO APPROPRIATO DI ANTIBIOTICI NELLE INFEZIONI E IL CONTROLLO DELLA RESISTENZA ANTIMICROBICA IN ITALIA

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Cosa significa Antimicrobial Stewardship?

Qual è l’uso corretto degli antibiotici?

Quanto è importante evitare che si sviluppi e si diffonda la resistenza batterica agli antibiotici?

Antimicrobial Stewardship significa sostanzialmente promuovere programmi di buon uso degli antibiotici per contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza.
Il fenomeno della resistenza antimicrobica ha due driver sostanziali

– il primo è l’emergenza di ceppi resistenti agli antibiotici, che è favorita da un uso esteso, spesso inappropriato, della terapia antimicrobica

– la seconda è data dal mancato rispetto delle buone norme assistenziali di infection control che favorisce la diffusione di questi germi resistenti da paziente a paziente, e quindi anche il generarsi di focolai epidemici nosocomiali.

La stewardship antimicrobica sono tutte le iniziative di assistenza alla prescrizione degli antibiotici che ne permettano un uso sempre più appropriato.

Questo vuol dire non prescriverli quando non è necessario, prescrivere i per il tempo necessario e non più a lungo o per un periodo troppo breve, significa prescrivere il dosaggio adeguato in relazione alla funzione renale epatica e all’età, significa ottimizzare gli strumenti diagnostici microbiologici, significa avere a disposizione dati di sorveglianza che ci permettano di conoscere l’epidemiologia locale delle infezioni da resistenza antimicrobica.

Tutto questo dev’essere il frutto fecondo di uno sforzo meta-disciplinare armonico che abbia un punto di coordinamento ma che sia testimonianza di un lavoro comune.
I programmi di stewardship si riferiscono prevalentemente al setting ospedaliero, ma c’è bisogno di stewardship antimicrobica anche nel territorio perché il 90% delle prescrizioni antibiotiche si realizzano al di fuori dell’ospedale, in comunità.

C’è molto da fare, c’è molto da produrre e molto da armonizzare.

Qual è l’uso corretto degli antibiotici?

Se pensiamo ai periodi autunnali ed invernali e alle infezioni respiratorie che sono prevalentemente, per il 70%, causate da virus e che rappresentano occasioni importanti di prescrizione antibiotica inappropriata, ogni sforzo dev’essere fatto per contenerla e se possibile eliminarla quella prescrizione antibiotica.

Serve una progettualità, servono strumenti.

Oggi esiste anche della diagnostica rapida microbiologica e alcuni ausili che permettono di definire in tempi rapidi se l’infezione respiratoria nel singolo soggetto ha una natura virale o meno e questo aiuta moltissimo il medico di medicina generale, e anche lo specialista, sul territorio, ma anche in ospedale, a un uso più giudizioso è più appropriato della terapia antimicrobica.

Quanto è importante evitare che si sviluppi e si diffonda la resistenza batterica agli antibiotici?

È un obiettivo fondamentale perché il ritmo di sviluppo di nuove molecole antimicrobiche in questi ultimi anni ha mostrato di essere ben inferiore la capacità dei microbi di sviluppare resistenza.

Quindi siamo sempre all’inseguimento in nuove resistenze, non sempre siamo in grado di mettere in campo nuovi antibiotici attivi ed efficaci contro queste nuove resistenze.

Evitare l’insorgenza di resistenze con un uso appropriato di antimicrobici ed evitare la diffusione di queste resistenze da paziente a paziente sono i due strumenti che ci permetteranno di arrivare al 2050 senza quei milioni di morti legati alla resistenza antimicrobica che si paventa di poter avere se non saremo in grado di contenere questo pericolosissimo fenomeno.

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